A cura di Rossana Di Renzo, Marilena Vimercati e Anna Baldini – Cittadinanzattiva Emilia Romagna

È il tempo della gratitudine

La Campagna “La cura non è un affare di famiglia” è stato il frutto di un lavoro collettivo di un gruppo di sognatori (CrAMCR) che condividono valori e lotte per i diritti di persone fragili e dei loro caregiver; consapevoli che la realizzazione di un progetto le idee da sole non bastano.

Oggi è il tempo per noi del riconoscimento, della riconoscenza e della gratitudine.

Il riconoscimento è la capacità di riconoscere le doti di una persona, la riconoscenza è onorare ciò che si riceve da qualcuno, con la conseguente gratitudine verso chi ci ha fatto un dono e motiva o dovrebbe motivare alla restituzione.

Quello della Campagna è stato un percorso estremamente emozionante a tratti faticoso e siamo qui per ringraziare, riconoscenti per l’aiuto di coloro che con generosità hanno contribuito a far conoscere da punti di vista diversi la vita del caregiver e i problemi che affronta quotidianamente nello stare accanto a una persona cara, ma anche il lavoro di cura di molti professionisti e a sensibilizzare la comunità a fare la propria parte come cittadini.

Per tutto il mese di maggio e oltre, ogni giorno è stato pubblicato un articolo sul tema oggetto della campagna; alla richiesta di collaborare nessuno si è tirato indietro, anche di fronte ai tempi stretti e ai molteplici impegni.

 

Noi cosa abbiamo ricevuto da voi?

Questa domanda Marco Aurelio se la pone quando apre la scrittura dei “pensieri” dove elenca un’importante lista di persone che egli riconosce abbiano lasciato molte tracce in lui:

“Da mio nonno Vero il carattere buono e non irascibile, […]Da Diogneto: l’indifferenza per ciò che è vacuo, […]Da Rustico: aver capito la necessità di correggere e curare il carattere, […]Da Alessandro il Platonico: parlando o scrivendo una lettera a qualcuno, non dire spesso e senza una ragione stringente «non ho tempo», e non declinare continuamente, in questo modo, i nostri doveri nelle relazioni con chi ci vive accanto, col pretesto degli impegni che ci assediano. Da Catulo: non trascurare un amico che ci accusa di qualcosa, anche se capita che ci accusi senza ragione, ma cercare di riportarlo al suo rapporto consueto con noi; parlar bene, di cuore, dei propri maestri, come insegna quello che si racconta di Domizio e Atenodoto; l’amore autentico per i figli. Da Severo: l’amore per la famiglia, l’amore per la verità, l’amore per la giustizia, […]”

Noi dovremmo fare un elenco lunghissimo e per questo procederemo per raggruppamenti perché sono molteplici le appartenenze sociali degli autori/autrici degli articoli.

Abbiamo imparato molto dai primi due gruppi, costituiti da coloro che sono portatori di un significativo sapere esperienziale grazie al loro ruolo di care-giver e care-receiver: la relazione che si instaura tra caregiver e carereceiver infatti è qualcosa di unico, non esiste l’uno senza l’altro e i contributi ricevuti ne sono la testimonianza.

Entrambi ci hanno fatto entrare nella loro quotidianità, quotidianità priva di retorica, permettendoci di comprendere a fondo l’importanza delle “piccole cose” che governano una relazione così importante.

I racconti arrivati confermano ancora una volta la  potenza della narrazione come strumento che consente di “mettere al congiuntivo la realtà”: attraversare la propria esperienza di caregiver/carereceiver mediante la narrazione trasforma l’indicativo della quotidianità nel congiuntivo delle possibilità (Bruner J. S., La mente a più dimensioni).

Un grazie sentito va ad un altro gruppo, composto da presidenti/responsabili di Associazioni di persone con malattie croniche, rare e disabilità che conoscono a fondo le problematiche del caregiving e che hanno condiviso con noi possibili percorsi da percorrere insieme.

Come non ringraziare i molteplici professionisti che si sono sentiti chiamati in causa  per il loro specifico professionale: non solo professionisti sanitari, come fisioterapisti, infermieri di comunità e assistenti sociali, ma anche ricercatori, sociologi, antropologhe e esperti di politiche di welfare.

Contributi sicuramente poco attesi all’inizio e che ci hanno fatto comprendere come il tema della cura, da non intendere più come “#Lacuranonèunaffaredifamiglia”, sta cominciando ad avere legittimità nel dibattito pubblico.

Questo ci riempie di speranza per continuare la nostra battaglia a sostegno dell’approvazione della legge 1461, ancora giacente in Parlamento.

Vogliamo ringraziare gli Ordini professionali degli Assistenti Sociali, degli Infermieri e dei Fisioterapisti: la loro testimonianza conforta sulla possibilità concreta di fare rete tra diverse realtà per produrre significativi cambiamenti nella qualità della vita dei caregiver e delle persone care di cui si occupano.

Grazie anche chi si è prodigato per diffondere tra i propri contatti personali gli articoli pubblicati quotidianamente.

Infine grazie ai nostri compagni di viaggio, tutte le Associazioni che aderiscono al Coordinamento regionale delle Associazioni di Malati Cronici e Rari – CrAMCR, che ci hanno sostenuto quotidianamente con fiducia, con osservazioni costruttive e soprattutto con il loro affetto e stima.

La campagna continua e l’invito è quello di fare RETE

La Campagna è stata seguita da migliaia di persone e questo è sicuramente motivo di soddisfazione, ora resta da chiedersi quale contributo questa campagna avrà fornito per migliorare la vita dei caregiver?

Può una Campagna dare un sostegno concreto oltre quello culturale?

È la strada giusta quella che abbiamo intrapreso?

Se Noi siamo relazioni che vuol dire anche prendersi cura oltre di sé anche delle persone, consapevoli che siamo interdipendenti, che relazione abbiamo costruito con i caregiver in questa campagna?

Abbiamo rotto quel muro di solitudine, di indifferenza che isola i caregiver dalla società?

Siamo stati in grado di costruire un legame più ampio che si chiama comunità di cura?

Il tempo ci darà una risposta.

Noi continueremo a promuovere campagne informative e di sostegno affinché ogni giorno sia Caregiver Day: facciamo rete e lavoriamo insieme per migliorare la proposta di legge attualmente in attesa di approvazione, senza dimenticare che non bastano leggi belle se poi non vengono applicate e finanziate!

 

Miglioriamo la bussola di orientamento: #LedieciR

Costruiamo insieme comunità più accoglienti per dare al lavoro di cura dignità e un necessario riconoscimento sociale del caregiver.

Riprendiamo le dieciRproposte nell’articolo introduttivo della campagna che dovrebbero funzionare da bussola di orientamento per noi comunità e per le politiche sociali, sanitarie e di lavoro e far sì che essere caregiver sia una scelta e non un obbligo.

L’invito è di aggiungere, modificare, eliminare perché questo manifesto sia di tutti e tutti vi si riconoscano:

  1. Riconoscere il ruolo del caregiver e il lavoro di cura non retribuito approvando la proposta del disegno “Legge 1461”
  2. Ridurre il numero totale di ore dedicate alle attività di cura non retribuite; ciò è possibile grazie a un migliore accesso ai servizi e ad una rete di sostegno
  3. Ridistribuire più equamente il lavoro di cura e trasferirne parte della responsabilità alla Comunità e allo Stato
  4. Rispettare e promuovere esigenze, ambizioni e talenti dei caregiver nell’arco del loro percorso di vita e di lavoro.
  5. Rappresentare i caregiver e garantire che abbiano voce in capitolo nella progettazione e nelle iniziative politiche, nella organizzazione di servizi e sostegni che influenzano la loro vita
  6. Raccomandare di lavorare per eliminare gli stereotipi di genere all’affermazione di un’equa divisione del lavoro di cura fra uomini e donne all’interno della famiglia e nel mondo del lavoro favorendo forme di sostegno
  7. Reperire risorse economiche, risorse materiali e immateriali a sostegno dei caregiver
  8. Raccontare e far raccontare la quotidianità del lavoro di cura ai caregiver per conoscere i loro bisogni, sogni e desideri
  9. Ringraziare i caregiver per il loro impegno che permette alle persone fragili di avere cure e di svolgere una vita sociale, togliendo alla comunità l’onere di dover provvedere direttamente
  10. Rifiorire perché ognuno di noi dopo aver attraversato l’inverno ha diritto ad una primavera

 

Teniamoci in contatto. Inviateci articoli, testimonianze, informazioni, proposte di attività e iniziative che vengono promosse a favore dei caregiver.

Per approfondire

Campagna La cura non è un affare di famiglia: https://www.cittadinanzattiva-er.it/caregiver-la-cura-non-e-un-affare-di-famiglia/

Cittadinanzattiva Emilia Romagna, Articoli Caregiver:

Carta delle priorità: https://www.cittadinanzattiva-er.it/carta-delle-priorita-del-caregiver/

Caregiver: https://www.cittadinanzattiva-er.it/category/caregiver/

Campagna Ho Diritto A…: https://www.cittadinanzattiva-er.it/ho-diritto-a/

E se i caregiver non ci fossero davvero?:https://www.cittadinanzattiva-er.it/wp-content/uploads/2021/10/Report_eseicaregivernoncifosserodavvero_2020_PW.pdf

 

 


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