Come dovrebbe essere il medico di famiglia dei vostri sogni? A tratteggiarlo ci ha pensato la ricerca “Il medico pilastro del buon servizio sanitario”, presentata a Roma nei giorni scorsi nell’ambito dell’iniziativa proposta dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (FNOMCEO) “40 anni del Servizio sanitario nazionale. La conquista di un diritto, un impegno per il futuro”.

La parola d’ordine? Fiducia

Una ricerca interessante, che torna a mettere a fuoco il ruolo cardine giocato dal medico di famiglia e l’importanza dell’aspetto umano nella relazione di cura. Questo significa che il cittadino-paziente, come ha commentato il presidente della FNOMCEO, Filippo Anelli, ha fiducia nella “capacità del medico di individuare le cure migliori in autonomia, anche al di là del sistema di regole e vincoli imposti, per ragioni economiche, dallo Stato”. Non è un caso che il medico di famiglia sia tuttora la prima fonte interpellata sull’informazione che riguarda i temi della salute. Molto alta – 87,1% – la percentuale degli italiani che si fida del medico di medicina generale; alta – pari all’84,7% – anche la quota di chi si fida dell’infermiere; si attesta al 68,8%, invece, la percentuale di chi ripone fiducia nel Servizio sanitario nazionale.

Il dentista: chi scelgono gli italiani?

La ricerca rivela che ben l’85,3% degli italiani ha un dentista di riferimento; la fiducia è quindi uno degli elementi che guida la scelta dell’odontoiatra prima ancora delle tariffe delle prestazioni, della qualità dei materiali, della logistica dello studio o delle facilitazioni nei pagamenti.

L’identikit del medico ideale

Quali caratteristiche dovrebbe possedere il medico di famiglia secondo gli italiani? Per il 45,5% è di fondamentale importanza la dimensione psicologica e relazionale, per il 42,3% la conoscenza tecnica, il valore professionale e l’aggiornamento scientifico. Seguono disponibilità e reperibilità, meglio se abbinate all’utilizzo delle nuove tecnologie, e difesa dei diritti del paziente, anche quando questo significa attuare scelte al di fuori delle indicazioni predefinite di vincolo di budget, protocolli o linee guida. Per molti il medico dovrebbe dedicare più tempo all’ascolto dei pazienti, meno agli aspetti burocratici legati a ricette e certificati. Preparazione, competenza, ma anche ascolto ed empatia: il paziente vorrebbe che il dottore sapesse anche comprendere il disagio e il dramma che spesso accompagnano la malattia.

In apertura: foto tratta da Pixabay.com, @mohamed_hassan