Che cos’è la Giornata del “Fiocchetto Lilla”?

Torna anche quest’anno il 15 marzo la Giornata nazionale del “Fiocchetto Lilla”, simbolo scelto per la sensibilizzazione sui Disturbi del comportamento alimentare, che ogni anno colpiscono migliaia di persone, sempre più giovani.

La giornata è nata nel 2012 per iniziativa di Stefano Tavilla, presidente dell’Associazione “Mi nutro di vita” e padre di Giulia, morta a soli 17 anni per problemi legati alla bulimia, mentre era in lista d’attesa per il ricovero in una struttura specializzata. L’obiettivo principale di questa ricorrenza è di sensibilizzare il maggior numero di persone possibile su una tematica di cui si conosce e si parla ancora troppo poco.

Giornata fiocchetto lilla in centro a Bologna

Disturbi del comportamento alimentare, questi sconosciuti…

Anoressia, bulimia, binge eating, ortoressia, sono le più note fra le patologie che rientrano nella categoria dei cosiddetti “disturbi del comportamento alimentare” che colpiscono in Italia, più di 3 milioni di persone, che manifestano i loro disagi più profondi nel rapporto con il cibo. Si tratta di malattie, malattie che partono dalla mente e distruggono il corpo, e che non tutti riescono ad affrontare. Per questo è stata istituita la giornata del fiocchetto lilla: per ricordare che i disturbi del comportamento alimentare non sono i capricci di ragazzine viziate che vogliono fare le modelle, sono delle malattie estremamente complesse, che richiedono un approccio multidisciplinare, e che in molti casi possono portare alla morte.

La VII Giornata del Fiocchetto Lilla in Italia

In tutta Italia, in occasione di questa giornata, vengono organizzati eventi di vario genere: convegni, proiezioni di film, presentazioni di libri, banchetti informativi, colorazioni lilla di fontane/monumenti, al fine di portare, innanzitutto, la questione sotto i riflettori, abbattere i pregiudizi, e diffondere la consapevolezza che queste malattie oggi si possono curare (per conoscere tutte le iniziative del 2018, vi invitiamo a visitare il portale ufficiale dell’Associazione “Mi nutro di vita”).
E’ importante creare una rete di solidarietà tra coloro che hanno sofferto di questi disturbi e, dopo aver lottato ed aver affrontato un percorso di terapia sono riusciti a sconfiggerli, coloro che ne soffrono e i loro famigliari, ugualmente colpiti dalla enorme sofferenza causata da queste malattie, in modo che non si sentano soli e non abbiano paura di chiedere aiuto e manifestare il loro disagio.

VII giornata fiocchetto lilla a Bologna

I problemi da affrontare

Purtroppo nel nostro paese malattie di questo genere sono ancora viste con sospetto, sono considerate di serie B, problemi che si possono affrontare da soli, semplicemente con la forza di volontà, o al limite andando un po’ di volte dallo psicologo. Ma purtroppo non è così, i disturbi del comportamento alimentare vanno curati, e non lo si può fare da soli, ci vogliono farmaci, lunghi percorsi di psicoterapia e di rieducazione alimentare. Bisogna reimparare a volersi bene, ad accettarsi, si cade mille volte, è dura, a volte durissima e fa tanto male.

Per questo è necessario che vengano predisposti servizi adeguati ed accessibili a tutti, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche. In Italia, i centri specializzati in questo tipo di disturbi e convenzionati con il servizio sanitario nazionale sono ancora troppo pochi. I medici di base sono spesso poco informati e sottovalutano il problema. Le strutture sono private o gestite da associazioni e spesso quando si entra in questo terribile tunnel non si sa dove sbattere la testa, a chi rivolgersi e di chi fidarsi. Ed un altro punto fondamentale è la prevenzione, che va effettuata a partire dalle scuole per evitare che queste malattie passino inosservate o vengano sottovalutate.

L’esperienza di Chiara, tirocinante di Cittadinanzattiva

“E’ stato solo nel momento in cui, dopo più di quattro anni, ho finalmente riconosciuto ed accettato di avere una malattia, una malattia con un nome che fa paura, una malattia di cui ancora non si parla abbastanza, una malattia subdola e all’inizio silenziosa, che ti cresce dentro, che prende possesso di te e della tua mente cambiando il tuo corpo fino a che non riconosci più chi sei tu e in cosa ti ha trasformato… E’ stato solo in quel momento che ho iniziato a pensare veramente che avrei potuto uscirne, che sarei potuta GUARIRE. E adesso no, non mi vergogno più di aver passato quello che ho passato, non mi sento più in colpa, non ho paura di essere compatita, giudicata, di chiedere aiuto. Anzi, sento il bisogno parlare “ad alta voce” della mia esperienza, perché nessuno che stia affrontando questi problemi debba sentirsi solo o sbagliato come mi sono sentita io, perché di dca si deve iniziare a parlare, perché solo quando chiami per nome le cose, quando le guardi in faccia e le riconosci puoi affrontarle.”
E’ per questo che anche lei, oggi, ha deciso di unire la sua voce a quella di coloro che possono testimoniare che guarire dai disturbi del comportamento alimentare è possibile, che non è per niente facile ma che ne vale tremendamente la pena.

Il 15 marzo #coloriamocidililla

Questa mattina i tirocinanti di Cittadinanzattiva-Bologna sono stati nelle vie del centro storico e al Liceo Galvani per distribuire fiocchetti lilla e volantini informativi sui disturbi dell’alimentazione.
Sensibilizzare su questi problemi, di cui ancora non si parla abbastanza, è fondamentale. Se volete più informazioni passate per la nostra sede o contattateci!

Giornata fiocchetto lilla 2018 Cittadinanzattiva Bologna

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook ufficiale