Federalismo in sanità, l’Osservatorio civico di Cittadinanzattiva

Salute e diritti dei pazienti sono i temi cruciali al centro dell’indagine annuale curata da Cittadinanzattiva e dal Tribunale per i diritti del malato per ritrarre lo stato di “salute” della sanità in Italia e accendere un focus, in particolare, sulle varie differenze regionali. Dall’indagine – realizzata con il contributo non condizionato di Chiesi, Janssen e Pierre Fabre – è emersa una situazione non priva di chiaroscuri, in cui tutte le regioni hanno manifestato criticità nell’adeguarsi alla normativa nazionale, in special modo per quanto concerne vaccinazioni e liste d’attesa.

Alcuni dati rilevati dall’Osservatorio sul federalismo in sanità

Qualche dato su cui riflettere? Il piano nazionale della cronicità, nato in risposta alle esigenze di decine di migliaia di pazienti affetti da malattie croniche, è ancora assente in Campania, Basilicata, Sicilia e Sardegna. La pubblicazione dei tempi di attesa resta un tema ancora poco trasparente; basti pensare che solo 9 regioni – ovvero Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana, Valle D’Aosta e P.A. di Bolzano e Basilicata – si sono dotati di portali interattivi che permettono la consultazione di aggiornamenti e dati aggregati.

Tra i temi “caldi” anche quello delle coperture vaccinali: per quanto si siano registrati incrementi generalizzati in riferimento alle percentuali di bambini sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie, la cosiddetta “immunità di gregge”, con percentuali superiori al 95%, è stata raggiunta solo in Piemonte, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Sardegna.

L’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), sulla base dei nuovi indicatori validi a partire dal 1° gennaio 2020, sarà garantita da solo nove Regioni, ovvero Lombardia, Piemonte, P.A. di Trento, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria.

Il consumo di farmaci equivalenti è aumentato nella Provincia Autonoma di Trento, in Emilia-Romagna e in Lombardia; consumo accresciuto, tra il 2017 e il 2018, anche nelle regioni del Sud, che pure restano ancora l’area con l’utilizzo minore di farmaci equivalenti.

Questi sono solo alcuni spunti di riflessione; poiché il rapporto è articolato e ricco di informazioni interessanti, vi invitiamo a leggere l’abstract che potete scaricare qui.

In apertura: immagine tratta dalla pagina Facebook ufficiale di Cittadinanzattiva APS

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