Il fenomeno delle truffe agli anziani sta diventando sempre più dilagante: Il Corriere della Sera riporta che le vittime di chi ha più di 65 anni siano salite da 15.367 nel 2014 a 20.064 nel 2016, e siano pari al 20% di tutti i truffati che hanno denunciato il reato lo scorso anno.

Come Cittadinanzattiva Emilia-Romagna, ascoltando la voce di chi si rivolge al nostro sportello telefonico, ci siamo resi conto di quanto insidiose e sofisticate siano diventate le frodi perpetrate ai danni di questa fascia debole della popolazione: per questo motivo abbiamo deciso di elencare gli esempi più comuni di raggiri, uniti a una serie di luoghi e situazioni potenzialmente a rischio.

La truffa allo sportello del Bancomat. Non fatevi mai avvicinare da sconosciuti che dichiarano di essere dipendenti delle poste o delle banche, magari domandando se possono controllare il denaro appena prelevato, asserendo che è falso. Tra i molteplici trucchi escogitati dai malviventi c’è anche quello, ad esempio, di accostarsi alla persona che ha eseguito l’operazione allo sportello segnalandola con un gessetto o altro segno di riconoscimento sull’abito: in questo modo i complici che attendono all’uscita potranno riconoscere facilmente la vittima e intervenire immediatamente dopo per derubarla o aggredirla, magari in un luogo più appartato.

La truffa porta a porta. Il caso più tristemente noto è quello dei falsi dipendenti di enti pubblici o privati che offrono contratti telefonici, di fornitura elettrica o di gas, oppure reclamano denaro per presunte bollette non pagate. Diffidate dagli sconosciuti che vi vogliono consegnare un pacco, chiedendo in cambio denaro ed asserendo che la merce era stata ordinata precedentemente da qualche vostro parente: non ritirate nulla e non pagate se non siete stati preallertati dai destinatari. Prestate massima attenzione anche ai professionisti che spacciando i loro prodotti o servizi per obbligatori provano a introdursi all’interno del vostro appartamento, o ancora a quelli che sostengono la necessità di effettuare rilievi nelle abitazioni con la scusa di porre un rimedio a ipotetiche fughe di sostanze tossiche: la precauzione sempre valida è quella di non aprire la porta, facendosi lasciare il materiale informativo nella cassetta della posta.

La truffa telefonica. Esiste una variegata lista di truffe telefoniche: dal venditore che pretende dati personali, alla finta autorità che vuole farsi rilasciare denaro per “risolvere” un presunto incidente causato da un parente del malcapitato anziano. Un esempio? La cosiddetta “telefonata shock” che rappresenta un esempio subdolo di truffa agli anziani: dall’altra parte della cornetta c’è falso carabiniere, avvocato o impiegato del tribunale che apostrofa la vittima in questo modo: “Suo nipote ha causato un incidente in cui una persona è rimasta gravemente ferita…ma la famiglia del ferito non sporgerà denuncia se lei è disposto a versare la tal somma su questo conto corrente, in modo da provvedere alle sue cure senza bisogno di rivolgersi a un giudice o mettere in mezzo avvocati e assicurazioni”.

La truffa in autobus o al mercato. Vecchia quanto il mondo, eppure ancora oggi troppo diffusa. La prima accortezza per evitare uno “scippo” è quella di non mettere il portafoglio nella tasca posteriore; è fondamentale, inoltre, tenere la borsetta ben chiusa con zip e controllarla sempre a vista. Ogni distrazione può essere il pretesto per compiere un furto, ecco perché è meglio non intrattenersi in conversazioni con sconosciuti che chiedono informazioni, anche se all’apparenza insospettabili: spesso sono i soggetti “in giacca e cravatta” ad agire!

La truffa online. Sono sempre di più gli anziani che si avvicinano al mondo della tecnologia e dei social network, con tutti i rischi che le piattaforme online comportano. Spesso privi degli strumenti necessari per difendersi dalle truffe, gli anziani aprono messaggi di posta elettronica provenienti da fonti all’apparenza autorevoli, venendo così privati dei dati sensibili o divenendo mira di spam generici; tramite Facebook stringono ingenuamente amicizie con persone sconosciute, spesso dall’aspetto avvenente, per poi essere ricattati con frasi del tipo “racconto tutto a tua moglie se non mi versi i soldi sul conto corrente”. Occhio anche alle “catene di Sant’Antonio”, dietro alle quali spesso si nascondono richieste di denaro da inviare a persone in difficoltà mai esistite.

In apertura: Foto tratta da Pixabay.com, @geralt


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