Telefonia, no alla fatturazione a 28 giorni

Sì alla fatturazione mensile, e non a quella a 28 giorni: così lo scorso 12 febbraio si è pronunciato il Tar del Lazio, respingendo i ricorsi proposti dalle compagnie telefoniche (Wind, Tim, Tre, Fastweb, Postemobile) e confermando la bontà della delibera targata AGCOM-Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che imponeva alle aziende la fatturazione su base mensile.

Come riportato sul portale ufficiale di Unione Consumatori, infatti, molti utenti si ricorderanno che i più importanti operatori telefonici hanno modificato tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017 la periodicità nell’invio delle bollette, optando per l’invio della bolletta ogni 28 giorni e quindi modificando il numero delle mensilità da 12 a 13, con un aggravio medio delle tariffe superiore all’8%.

Cittadinanzattiva dalla parte dei consumatori

“Siamo soddisfatti della decisione con cui il Tar del Lazio ha ribadito la bontà delle decisioni della AGCOM che impongono il ritorno alla fatturazione mensile invece di quella a 28 giorni imposta dalle compagnie telefoniche”, ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. E’ importante sapere, però, che al momento il Tar ha congelato i rimborsi che l’AGCOM aveva chiesto di dare agli utenti, motivo per cui bisognerà attendere il 31 ottobre per vedere sciolta la riserva sui rimborsi che rimarranno sospesi, appunto, fino all’udienza in merito.

Cosa auspica Cittadinanzattiva

“Auspichiamo quindi che le aziende, vista la conferma del Tar, non aspettino fino a ottobre, e diano un segnale di vera attenzione al cliente, dando il via in maniera proattiva al riconoscimento dei rimborsi”, ha continuato Gaudioso. “Invitiamo anche le compagnie a interrompere la pratica con cui la tredicesima mensilità viene “spalmata” sulle restanti 12, che comporta, di fatto, un aumento secco di oltre l’8% delle tariffe praticate. Proprio su questo aspetto abbiamo chiesto un parere a Agcom e Antitrust per comprendere se le modalità messe in atto da alcuni operatori siano corrette in termini di aumento dei costi e, in alcuni casi, della conseguente diminuzione dei contenuti delle offerte”.

In apertura: foto tratta da Pixabay.com, @geralt