sgombero bologna

La palazzina occupata dell’ex Telecom, in via Fioravanti a Bologna, è stata sgomberata. Dopo alcuni giorni di “trattative” tra il sindaco e gli assessori del Comune di Bologna che difendevano i cittadini lì residenti da una parte, e il questore e la procura di Bologna che difendeva la necessità di riportare la legalità e procedere allo sgombero dall’altra, la palazzina occupata ex Telecom è stata sgombrata dalle forze dell’ordine e i suoi abitanti trasportati altrove.

Ha vinto la linea della legalità.

Ma è veramente così? Si può parlare di legalità quando si mandano per strada persone che non hanno un posto dove stare e che hanno trovato alloggio in un edificio inutilizzato che non serve a nessuno per il momento?

La proprietà privata è un diritto inalienabile e le occupazioni sono sicuramente da condannare, ma nel contempo, è un principio etico inderogabile quello di assistere coloro che hanno bisogno, soprattutto se appartengono a categorie deboli. E naturalmente gli abitanti di via Fioravanti lo sono. Fortunatamente non sono andati per strada, perchè i servizi sociali del comune di Bologna hanno fatto l’impossibile per trovare una collocazione alle oltre 200 persone che avevano trovato rifugio lì. Ma che bisogno c’era di mandarli via?

In questo caso ristabilire l’ordine, che sicuramente è un compito precipuo delle forze dell’ordine, non era così importante come salvaguardare l’incolumità fisica e psichica di chi è già tanto provato dalla vita.

Da associazione che tutela i diritti dei cittadini, Cittadinanzattiva ER, ricorda che anche i rappresentanti dello stato sono tutori dei principi costituzionali e dei diritti inalienabili della persona e pertanto anche le istituzioni che rappresentano devono esercitare una funzione sociale di tutela delle fasce deboli della popolazione che è prioritaria rispetto a quella di ripristino dell’ordine costituito tout court. E soprattutto in casi come questo in cui la situazione di illegalità giuridica non lede il diritto di godimento della proprietà di alcuno: l’edificio era abbandonato e il proprietario non aveva necessità di usarlo.

Non si può che concordare con le affermazioni del sindaco Merola in conferenza stampa, il giorno dopo lo sgombero: “La nostra è politica democratica, andiamo avanti tenendo insieme solidarietà e legalità. … La situazione è sotto controllo, la città non vuole contrapposizioni. Non c’è contraddizione tra lavorare perché in città ci siano convivenza civile, umanità e ordine pubblico. Se queste cose non stanno insieme c’è un fallimento, che però non ci riguarda. … Le discussioni tra i tifosi degli sgomberi e i tifosi dei non sgomberi le lasciamo ai tifosi. Noi stiamo attuando politiche concrete per risolvere i problemi concreti delle persone”. …Lla Questura in assetto di guerra ha cercato di contenere al massimo possibile l’impatto sui bambini, ma è evidente che se vai lì con i poliziotti l’impatto c’è. Comunque non credo fossero contenti di questo gli stessi poliziotti, quindi andiamo avanti”.