Il Servizio Sanitario Nazionale ha previsto l’esenzione dal ticket per chi è affetto da specifiche malattie croniche e voglia accedere a prestazioni di specialistica ambulatoriale finalizzate al monitoraggio della malattia e alla prevenzione di complicanze.

Ma che cosa sono esattamente le malattie croniche? Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le malattie croniche sono “problemi di salute che richiedono un trattamento continuo durante un periodo di tempo da anni a decadi”.

Le malattie e le condizioni che danno diritto all’esenzione sono individuate in base ai criteri dettati dal Decreto legislativo 124/98 (gravità clinica, grado di invalidità), ma
l’elenco delle malattie croniche esenti dalla partecipazione al costo delle prestazioni è stato ridefinito e aggiornato dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sui nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) del 12 gennaio 2017 che sostituisce il precedente decreto.

In particolare, il nuovo elenco delle malattie o condizioni esenti e delle relative prestazioni alle quali si ha diritto è contenuto nell’allegato 8 al Decreto del 12 gennaio 2017, in cui compaiono sei nuove patologie croniche esenti:
• bronco-pneumopatia cronico ostruttiva (stadi clinici “moderato”, “grave” e “molto grave”)
• osteomielite cronica
• patologie renali croniche
• rene policistico autosomico dominante
• endometriosi (stadi clinici III e IV)
• sindrome da talidomide.

Non sapete se la malattia cronica che vi riguarda prevede l’esenzione per alcune prestazioni? Grazie a questa utile banca dati potete individuare facilmente le patologie e le prestazioni correlate esenti da ticket.

Per la maggior parte delle malattie croniche viene individuata una serie di specifiche prestazioni fruibili in esenzione, che il medico potrà prescrivere al paziente nel rispetto dei criteri di appropriatezza e in relazione alle sue specifiche condizioni. Per alcune particolari malattie le prestazioni non sono identificate con precisione perché le necessità assistenziali dei soggetti affetti sono estese e variabili: a garanzia di una migliore tutela del paziente e di una maggiore flessibilità assistenziale, sarà il medico ad individuarle di volta in volta in relazione alle necessità cliniche.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito del Ministero della Salute.

In apertura: foto tratta da Pixabay.com, @padrinan