Il convegno è stato un momento di confronto tra varie figure -cittadini, rappresentanti di associazioni di persone affette da patologie croniche e sottoposte a cure domiciliari, ingegneri clinici, amministratori pubblici, decisori, società scientifiche- che hanno colto l’occasione per dibattere sul tema delle cure domiciliari. Un tema abbastanza complesso perchè coinvolge una molteplicità di attori, cosa che rende difficile giungere a ragionare su una direttrice comune.

Durante il convegno sono emerse i vari punti di vista e le diverse posizioni degli interlocutori, ce hanno permesso di definire un quadro su cui lavorare per giungere, in un lasso di tempo congruo, a posizioni condivise.

E’ cosa risaputa che i servizi domiciliari erogati ai pazienti affetti da patologie croniche non sono omogenei a livello nazionale, perché sono gestiti a livello regionale, e ogni regione, come è noto, applica criteri diversi nell’erogazione dei servizi a domicilio.
Partendo da questa considerazione, qualche anno fa, un team dell’Associazione Italiana degli Ingegneri Clinici (AIIC) ha intrapreso degli studi volti a stabilire quali potessero essere le condizioni minime necessarie per poter erogare, in sicurezza e con la maggiore soddisfazione del paziente, un servizio a domicilio (ventilazione, ossigeno terapia, nutrizione, ecc).
Dal momento che tutti i servizi sanitari vengono accreditati, perché non accreditare anche i servizi domiciliari stabilendo modalità, standard e condizioni a livello regionale per tutti gli attori coinvolti?
Occorre andare oltre il mero un controllo amministrativo sulla fatturazione del servizio, che oggi si effettua per calcolare l’efficacia dei servizi domiciliari e definire, anche, delle condizioni minime di intervento di tipo tecnico, sanitario e organizzativo, per dare vita ad un sistema di gestione che permetta la tracciabilità delle singole fasi del servizio, e attivare una rendicontazione più completa che possa essere utile agli amministratori non solo per capire i consumi, ma anche per verificare se la terapia viene svolta in maniera adeguata e mantenuta efficiente nel tempo. E offrire all’utenza la consapevolezza della filiera, dai costi economici all’appropriatezza dell’assistenza offerta dal Sistema Sanitario Regionale, alla conformità riferita al singolo paziente.
Tre gli aspetti che è opportuno, anzi necessario definire a breve:

  • contratti quadro per la gestione del servizio tramite definizione di modelli univoci di controllo e valutazione del servizio e delle condizioni ambientali di utilizzo;
  • accreditamento tramite la definizione di un percorso e un tempo massimo di adeguamento degli Home Care Service Program (HCSP);
  • dare all’utente la possibilità di scegliere il suo erogatore del servizio.

E’ l’inizio di percorso che porti, in un futuro non troppo lontano, a premiare competenze e professionalità e che, soprattutto, individui soluzioni organizzative efficaci ed efficienti per il paziente.


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