A cura di Marilena Vimercati*
Le evidenze scientifiche e le esperienze internazionali mostrano come arte, cultura e attività sociali possano affiancare la medicina tradizionale, migliorando benessere, relazioni e qualità della vita.
Che le arti hanno un effetto benefico sulla salute lo sanno bene le Associazioni di persone disabili o affette da malattie croniche e rare: da anni infatti propongono ai loro associati e caregiver attività culturali, ricreative che come scrive Paola, “sono la vera medicina”.
“…Ma quello che non posso farmi mancare è l’abituale incontro con tanti amici presso la palestra Margherita Hack dove i primi abbracci sono con Annamaria, Luisa, l’insegnante Sabrina e a seguire tanti altri. Noi che facciamo attività motoria seduti su una sedia a rotelle o sulla carrozzina ci disponiamo a semicerchio in modo tale che i nostri sguardi si incrocino parlandoci più di tante parole: le mani che si intrecciano trasmettono un fluido vitale, una sensazione di vera amicizia e solidarietà. Non mancano le battute seguite da risate fragorose mentre i giochi con la palla, gli elastici e i bastoni ci riportano all’età giovanile. Tutti si dimenticano per alcune ore di assumere le normali medicine perché è questo incontro la vera medicina, molto più efficace di quella prescritta dal medico” (Paola Neri, Gruppo Parkinson di Carpi ODV)
Prescrizione sociale: una definizione
Secondo la Treccani con Prescrizione sociale si indica un approccio innovativo e olistico alla cura, sulla base del quale i professionisti sanitari indirizzano i pazienti verso risorse e servizi non clinici presenti nella comunità (quali ad es., attività artistiche e culturali, esercizio fisico, supporto sociale), riconoscendo che la salute è il prodotto di molteplici fattori sociali, economici e ambientali.
Come funziona? Piuttosto che prescrivere un farmaco, il medico invita il paziente a rivolgersi a un “link worker”, ossia una persona che conosce e ha contatti con vari tipi di attività organizzate nella comunità (quartiere, città…). Possono essere iniziative a sfondo artistico, culturale, ma anche occasioni sociali più in generale. Tutto sta nell’identificare la scelta giusta per l’individuo.
Le evidenze scientifiche: il report dell’OMS
A partire dall’inizio del ventunesimo secolo, la ricerca in ambito internazionale sugli effetti delle arti sulla salute e sul benessere si è notevolmente intensificata riconoscendo che la prescrizione sociale ha un ruolo chiave per promuovere la salute e il ben-essere delle persone. Allo stesso tempo, si sono registrati sviluppi nelle pratiche e nelle attività politiche in diversi Paesi membri della Regione Europea dell’OMS, ma anche oltre i suoi confini.
Nel 2019 l’OMS ha pubblicato “What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being”, un ampio rapporto sistematico sul tema analizzando 871 studi scientifici e considerando tutte le forme di arti: arti visive, musica, danza, teatro, cinema, narrazione, letteratura.
I risultati della ricerca sono stati raggruppati in due ampie categorie tematiche: prevenzione e promozione da un lato, gestione e trattamento dall’altro.
In tema di prevenzione e promozione della salute le arti possono
- influenzare i determinanti sociali della salute (ad esempio, sviluppo della coesione sociale e riduzione delle disuguaglianze e ingiustizie),
- sostenere lo sviluppo del bambino (ad esempio migliorare il legame madre-bambino, sostenere l’acquisizione della parola e del linguaggio e di un livello di istruzione),
- incoraggiare comportamenti che promuovono la salute (ad esempio promuovendo stili di vita salutari, incoraggiando il coinvolgimento nelle cure grazie alla loro funzione comunicativa, contrastando pregiudizi legati alla salute e coinvolgendo gruppi svantaggiati o difficili da raggiungere),
- aiutare a prevenire le malattie (per esempio incrementando il benessere fisico e mentale, riducendo le conseguenze di traumi e il rischio di decadimento cognitivo, indebolimento e morte prematura),
- supportare l’assistenza e la cura (compreso l’aumento della nostra comprensione della salute e il miglioramento delle capacità cliniche e del benessere individuale dei curanti professionali e non).
In tema di gestione e trattamento le arti possono
- aiutare le persone con storie di malattie mentali (ad esempio disturbi mentali perinatali, malattie mentali da lievi e moderate a gravi, traumi e abusi),
- sostenere le cure per le persone in condizioni acute (ad esempio migliorando le cure per neonati prematuri, pazienti ospedalizzati, persone sottoposte a interventi chirurgici e procedure invasive e soggetti in terapia intensiva),
- sostenere le persone con disturbi neuroevolutivi e neurologici (inclusi i disturbi dello spettro autistico, paralisi cerebrale, ictus, altre cerebrolesioni acquisite, disturbi neurologici degenerativi e demenze), contribuire al trattamento di malattie croniche degenerative (inclusi cancro, malattie respiratorie, diabete e malattie cardiovascolari,
- contribuire all’assistenza nel fine vita (incluse cure palliative ed elaborazione del lutto)
Sulla base delle evidenze raccolte l’OMS raccomanda di integrare le arti nei servizi sanitari e sociali e di sviluppare politiche che facilitino la collaborazione tra cultura e sanità.
Benefici per il singolo e per il sistema
Tra i principali benefici di una frequente immersione nella letteratura, nella musica, nel teatro e nelle attività fisiche e sociali, vi sono la riduzione della solitudine e dell’isolamento sociale, il rafforzamento delle capacità di coping, di fronteggiare situazioni stressanti, difficoltà o eventi avversi; pensando al problema della solitudine, fenomeno in espansione in tutti i paesi europei, il medico potrà trattare le conseguenze di salute fisica e psicologica della solitudine, ma non la causa di questi disturbi. La prescrizione sociale fornisce strumenti adeguati per contrastar la causa della solitudine, promuovendo così la salute dei più fragili.
Sono rilevanti anche i benefici sul versante del sistema sanitario considerando il fatto che le richieste fatte ai MMG possono non essere legate a bisogni strettamente medici, ma agli effetti dei determinanti sociali della salute. Alleggerendo il peso che grava sul sistema sanitario si liberano risorse mediche per i problemi che le richiedono per davvero. Secondo la National Academy for Social Prescribing, che ha lanciato nel 2019 il Social Prescribing World Day, investire sulla prescrizione sociale si associa a una riduzione fra il 20% e il 40% degli accessi in pronto soccorso e delle visite dal medico di medicina generale.
Non va infine trascurato l’effetto che le arti possono avere anche sugli operatori sanitari: lo sviluppo dell’empatia attraverso musica e movimento è stato collegato a minore stress e burnout e maggiore resilienza.
Arti e Salute nei paesi europei
Fin dai primi anni 2000, in tutta la regione europea dell’OMS, si sono registrati numerosi sviluppi politici in materia di arte e salute: soprattutto i paesi del Nord Europa si sono mossi nella direzione di integrare le arti nelle politiche sanitarie.
In Finlandia, a partire dal 2007, il governo ha adottato un programma politico per la promozione della salute mirato alla valorizzazione del contributo dell’arte e della cultura alla salute e al benessere.
In Irlanda, l’Arts Council Ireland e il Servizio Sanitario Nazionale collaborano dalla fine degli anni ‘90, producendo documenti politici e strategici sulle potenzialità della collaborazione tra il settore artistico e quello sanitario.
In Norvegia il governo ha emanato una legge sulla salute pubblica e una sulla cultura ed entrambe sottolineano l’importanza delle arti nella promozione e nella cura della salute.
In Svezia, il Parlamento ha istituito una Società per la cultura e la salute e una Commissione di Politica Culturale (Kulturutredningen) che ha trattato il ruolo trasversale della cultura nella società compresa la salute pubblica, area di particolare attenzione .
La prescrizione sociale nel Regno Unito
Nel Regno Unito dal 2007 sono state realizzate pubblicazioni congiunte dall’Arts Council England e dal Servizio Sanitario Nazionale; il Ministero della Cultura, dei Media e dello Sport ha incluso la salute nel nuovo Culture White Paper; inoltre, il report Creative Health Review – How policy can embrace creative health, 2023 ha sostenuto che la salute creativa va integrata nelle politiche di salute pubblica, nei servizi sanitari, nel sociale e in altri sistemi come l’istruzione e gli enti locali; raccomanda di coinvolgere nella progettazione di politiche di creative health anche “persone con esperienza vissuta”. L’approccio è “whole system” che comprende non solo le istituzioni, ma anche le autorità locali, le scuole e il terzo settore all’interno di un modello di cura “centrato sulla persona” che non guardi solo alla malattia al benessere totale.
Il programma Arts on Prescription- Arti su prescrizione- è utilizzato da circa vent’anni come parte di più ampi programmi di prescrizione sociale. Le persone che si presentano dal proprio medico di famiglia con problemi non ancora classificabili di natura medica come isolamento sociale o solitudine, situazione che ricorre nel 20-30% dei casi di tutte le visite mediche nel Regno Unito) o che necessitano di un sostegno psicosociale come prevenzione per la propria salute, possono essere indirizzate a un link-worker (operatore di collegamento). I link-worker stabiliscono una relazione tra i pazienti e le attività della comunità, comprese quelle di arte partecipativa. Le ricerche valutative effettuate a livello locale nelle varie regioni hanno dimostrato benefici per la salute mentale, il dolore cronico, la gestione di condizioni complesse e a lungo termine, il sostegno sociale e il benessere. Arts on Prescription è reso possibile grazie alla collaborazione tra le organizzazioni artistiche locali, quelle del volontariato e i Comuni.
Un’esperienza italiana: “Sciroppo di Teatro”, medicina eccezionale per potersi emozionare/una vera meraviglia, cura tutta la famiglia
Il progetto nasce nel 2021 dall’incontro tra Silvano Antonelli, che ha avuto l’idea, e la responsabile del Teatro Ragazzi di ATER Fondazione, Circuito Multidisciplinare dell’Emilia Romagna, Cira Santoro.
Sciroppo di teatro si basa sull’alleanza tra il mondo del teatro e quello dei pediatri e si colloca in un’otica di prevenzione fin dalla più tenera età, in linea con il Report OMS del 2019 ma anche con l’Agenda 2030 dell’ONU dove arte e cultura sono considerate capaci di generare cambiamenti significativi sul piano della salute e del benessere delle persone.
Dal 2021 Sciroppo di teatro ha avuto un’accoglienza e un’espansione straordinarie: sono state avviate sperimentazioni in provincia di Bolzano, in Toscana, a Roma e a Milano. Nella stagione 202372024 più di 250 pediatri hanno aderito al progetto distribuendo i libretti illustrati contenenti l’immagine e il bugiardino dello “Sciroppo di teatro” e le “ricette” sotto forma di voucher per assistere gli spettacoli a un prezzo agevolato.
La formazione degli operatori sanitari
Il tema della prescrizione sociale chiama in causa quello della formazione degli operatori sanitari affinché ne conoscano le potenzialità e la integrino nella loro pratica quotidiana.
Ne è un esempio il corso organizzato dall’università della Svizzera in collaborazione con la Fondazione per la ricerca scientifica IBSA nei mesi di ottobre/novembre 2025 su “Medici e prescrizione sociale”. L’aspetto innovativo di questo corso è il pubblico cui è rivolto, non solo studenti e dottorandi della facoltà di scienze biomediche, ma anche ai cittadini che fossero interessati a testimonianza del fatto che la prescrizione sociale è un’istanza che coinvolge tutta la comunità, compresi i cittadini, potenziali fruitori e che potrebbero contribuire alla sua diffusione.
Prescrizione sociale, una soluzione per ridurre i costi sulla salute pubblica?
Anche se secondari rispetto ai fattori sociali e culturali, non vanno trascurati gli aspetti economici concreti derivanti dalla prescrizione sociale. Le attività di Art e social prescription adottate in Gran Bretagna hanno dimostrato finora un buon rapporto costi/benefici: in particolare per problematiche non strettamente mediche si sono rilevate più efficaci delle cure mediche tradizionali e meno onerose; in media, si stima un risparmio sicuro di più del 25%. Risultati positivi si vedono anche sul settore sanitario: meno pressione sui medici e calo del numero di visite non necessarie. Dal lato dei pazienti occorre tener presente che un link worker è disponibile ad assisterli entro quarantott’ore dall’inoltro della richiesta mentre per un appuntamento con uno specialista si può dover attendere settimane, se non mesi.
Questo dimostra il potenziale di sostegno che la prescrizione sociale potrebbe dare alla società, un motivo più che valido per guardare e prendere spunto da quello che avviene oltre i confini del nostro Paese, che però presenta un vantaggio non da poco: l’esperienza consolidata in tal senso delle Associazioni di persone con disabilità o affette da malattie croniche e rare.
*Marilena Vimercati, già docente di sociologia dal 2018 collabora con Cittadinanzattiva Emilia Romagna nella realizzazione di indagini e campagne finalizzate a dare visibilità ai caregiver e sostenerne i diritti di vedere riconosciuto il loro ruolo a livello legislativo.
Foto di Gruppo Parkinson di Carpi per @scATTIdicura
Per approfondire
Definizione di prescrizione sociale della Treccani: https://www.treccani.it/enciclopedia/eol-prescrizione-sociale/
L’accademia nazionale inglese per la prescrizione sociale: https://socialprescribingacademy.org.uk/
Report pubblicato dal Gruppo parlamentare interpartitico in Gran Bretagna su Arte, salute e benessere: https://www.artscouncil.org.uk/blog/creative-health-review-how-were-supporting-happier-healthier-and-more-creative-future
Medici e prescrizione sociale, Corso Università Svizzera Italiana: https://www.ibsafoundation.org/it/progetti/cultura-e-salute/corso-universitario-2025
Comunità proattive e prescrizione sociale: https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/comunit-proattive-e-prescrizione-sociale/
L’esperienza italiana di Sciroppo di teatro: https://www.sciroppoditeatro.it/
scATTIdicura: https://www.cittadinanzattiva-er.it/?s=scattidicura
Visita guidata mostre 2025: https://www.cittadinanzattiva-er.it/visita-guidata-alle-mostre-scattidicura-oltre-i-numeri-ce-vita-linfermiere-nellarte-della-cura/
Campagna Caregiver 2024: https://www.cittadinanzattiva-er.it/campagna-caregiver-2024-scattidicura-per-ricordare-raccontare-e-reagire-insieme/
Regolamento Campagna 2024: https://www.cittadinanzattiva-er.it/15871-2/
Campagna Caregiver 2024: https://www.instagram.com/scattidicura/?show_story_unavailable=1
La cura non è un affare di famiglia: https://www.cittadinanzattiva-er.it/category/caregiver/la-cura-non-e-un-affare-di-famiglia/
E se i caregiver non ci fossero davvero: https://www.cittadinanzattiva-er.it/e-se-i-caregiver-non-ci-fossero-davvero/
Caregiver, vale sempre la pena di lottare per un diritto: https://www.cittadinanzattiva-er.it/caregiver-vale-sempre-la-pena-di-lottare-per-un-diritto/
HO DIRITTO A…: https://www.cittadinanzattiva-er.it/ho-diritto-a/
Caregiver: https://www.cittadinanzattiva-er.it/category/caregiver/
Caregiver Regione Emilia Romagna: https://caregiver.regione.emilia-romagna.it/





