22 Marzo, Giornata mondiale dell’acqua. I dati dell’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva: elevata dispersione e tariffe in aumento. In Emilia Romagna  aumento dell’8,1 % rispetto al 2013.

439 euro: a tanto ammonta il costo annuale in Emilia Romagna, rispetto ai 355 euro di media nazionale. In testa Ravenna, con 494 euro e una variazione del 7,5% rispetto al 2013; segue Cesena (478 euro), con una variazione del  7,2 % rispetto al 2013. Lo stabilisce

L’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che per il decimo anno consecutivo ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per il servizio idrico integrato nel corso del 2014. L’indagine ha rilevato una spesa maggiore nelle regioni centrali che si caratterizzano per tariffe più alte con 468 euro annuali. Le principali variazioni rispetto al 2013 si riscontrano nell’area settentrionale (+6,8%), segue l’area centrale (+6,3%) e quindi quella meridionale (+3,1%).

Fra i capoluoghi di provincia, le città più care sono Firenze, Pistoia e Prato con 563 euro. Il primato positivo va ad Isernia (€120, tariffa invariata rispetto all’anno precedente); segue Milano con i suoi €136 (ed un aumento dell’8,7%). I maggiori incrementi rispetto all’anno precedente si registrano a Latina e Cuneo (+17%).

Non è migliore il dato sulla dispersione idrica: in Italia in media il 37% dell’acqua immessa nelle tubature va sprecata, in aumento di tre punti percentuale rispetto al 2013.

In Emilia Romagna si registra una  dispersione idrica media del 27%. Lo spreco maggiore si registra a Parma (42%); segue Ferrara (37%). Le maggiori criticità si verificano nelle aree meridionali del Paese, contraddistinte da perdite ben al di sopra della media nazionale: spiccano in negativo Calabria (60%) e Basilicata (58%). Relativamente più virtuose la Valle d’Aosta con il 20% di dispersione, Marche e Trentino Alto Adige con il 26%.

Si riscontra la presenza di agevolazioni tariffarie nel 56% dei casi. Gli aventi diritto vengono individuati in base alla soglia dell’indicatore Isee nel 79% dei casi; per quanto riguarda l’entità dell’agevolazione, nel 31% dei casi è uguale per tutti gli aventi diritto e in un ulteriore 31% è stabilita in base alla numerosità del nucleo familiare. Infine, per quanto riguarda la tipologia di agevolazione, nel 39% dei casi si configura come contributo forfettario.

In Emilia Romagna le agevolazioni si applicano nei Comuni che rientrano nella regolamentazione del servizio idrico integrato di ATERSIR (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti). Possono essere richieste da tutti gli utenti domestici con un contratto di fornitura diretto o condominiale, se in presenza di un indicatore Isee inferiore o uguale a 10.000 euro. La situazione resta però molto disomogenea nelle diverse aree del Paese e le misure risultano essere spesso poco incisive.

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