Rifiuti, raccolta differenziata e costi in Italia, torna il dossier di Cittadinanzattiva

Anche quest’anno l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva torna ad accendere i riflettori sul tema dei rifiuti e sui costi sostenuti dai cittadini per la loro gestione: ecco i dati più significativi.

Buone notizie per la raccolta differenziata

Le migliori percentuali di raccolta differenziata in Italia si registrano in Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia e Friuli Venezia Giulia; dalla parte opposta della classifica si collocano le regioni meridionali come Sicilia, Molise, Calabria e Basilicata.
Buone, inoltre, le prospettive di crescita e incremento della raccolta differenziata, che ha superato il 50% nel Nord (64,2%), seguita dal Centro (48,6%) e dal Sud (37,6%). Non mancano, tuttavia, casi di aumento del conferimento in discarica in alcune regioni, come ad esempio l’Abruzzo con il 12% in più rispetto al 2015.
Persistono, insomma, significative differenze legate alla territorialità e ai differenti sistemi di gestione dello smaltimento dei rifiuti urbani.

Come incrementare la raccolta differenziata e una corretta gestione dei rifiuti?

Secondo una indagine Istat, per migliorare in termini quantitativi e qualitativi la partecipazione alla raccolta differenziata, il 93,4% delle famiglie auspicherebbe maggiori informazioni su come separare i rifiuti; il 93,3% vorrebbe centri di riciclo e compostaggio più efficienti e numerosi; l’83,3% aver diritto ad agevolazioni fiscali o tariffarie, peraltro già esistenti in alcune aree del Paese.

Quali costi devono sostenere i cittadini per la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti?

La TARI, nuova tassa dei rifiuti entrata in vigore nel 2014, è composta da un importo che va moltiplicato per i metri quadri dell’abitazione, e da una parte variabile individuata a seconda del numero di componenti del nucleo familiare.
L’indagine condotta da Cittadinanzattiva ha riguardato tutti i capoluoghi di provincia italiani, prendendo come riferimento una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.
Nel 2018 la nostra famiglia tipo così individuata ha pagato mediamente 302 euro annuali con una variazione trascurabile dello 0,5% rispetto all’anno precedente.
Così come per la scorsa annualità, la regione più economica resta il Trentino Alto Adige, con una tariffa media di 188 euro, in diminuzione del 4,5% rispetto al 2017. Si riconferma come regione più costosa la Campania, con 422 euro di media (+1,0%). Al Nord si spendono mediamente 256 euro in confronto ai 301 del Centro Italia e ai 357 del Sud; seppur con qualche variazione, quindi, viene riconfermato l’ordine dell’anno passato.
Le dieci città più costose – con una spesa annua che supera i 400 euro – sono tutte collocate nel Sud Italia; la più cara è Trapani con un aumento del 49% rispetto all’anno scorso. Resta Belluno, con i suoi 153 euro, la città più economica, seguita da Udine; le uniche città del Sud che compaiono nella top-ten delle città con la spesa annuale più contenuta sono Vibo Valentia e Isernia.

Dove scaricare il report completo?

Qui trovi i comunicati regionali; per scaricare il dossier completo sui rifiuti, invece, registrati gratuitamente qui: buona lettura!

In apertura: foto tratta da Pixabay.com, @frozennuch