In poco più otto mesi sono state presentate circa 21 mila richieste per l’erogazione del reddito di solidarietà (RES), la misura regionale di sostegno al reddito per contrastare la povertà assoluta.

Nel 2018 il RES è stato assegnato a 8000 nuclei familiari. Sono stati stanziati 35 milioni per il 2019.

Il 17 luglio sono stati pubblicati i dati del monitoraggio, scorporati per territorio.  I numeri raccontano il fondamentale ruolo delle istituzioni nella lotta contro la povertà, ma anche il persistere di disagio ed emarginazione all’interno del nostro tessuto sociale.

A quanto ammonta il contributo del RES?

A partire da giugno, il contributo è passato da un minimo di 80 a un minimo di 110 euro mensili, fino a un massimo di 352 euro (per famiglie con sei componenti). Il calcolo del contributo è comunque basato sul dato ISEE.

Sempre a giugno, il lasso temporale in cui poter beneficiare della misura è stato esteso da 12 a 18 mesi.

L’erogazione del REI è associata a percorsi di formazione e (re)inserimento nel mondo del lavoro. La partecipazione a tale programma è inderogabile per l’assegnazione del RES.

Chi può ottenerlo?

Il dato massimo ISEE con cui è possibile richiedere il RES è passato da 3000 a 6000 euro. Il valore del patrimonio immobiliare (differente dalla casa di abitazione) non deve superare i 20.000 euro. Il RES può essere richiesto sia da persone sole che da famiglie, residenti in Emilia Romagna dal almeno 24 mesi.

Come si integra con la misura nazionale del Reddito di Inclusione (REI)?

REI e RES non sono misure alternative, ma integrabili. Il RES rafforza l’efficacia del contributo nazionale per i residenti in Regione.

Cosa ci dicono i dati del monitoraggio?

Il rapporto di monitoraggio è stato realizzato dall’Università di Modena e Reggio Emilia. I dati presi in considerazione sono compresi tra settembre 2017 e maggio 2018. I dati scorporati per territorio sono disponibili a questo link.

In linea generale, sono evidenziabili tre macro – tendenze.

  • Tutti i territori della regione sono attivi nel contrasto alla povertà. “Nella provincia di Bologna sono stati 1.792 i nuclei familiari ad aver già ottenuto il RES, 896 in quella di Modena, poi Reggio Emilia (591), Ravenna (552), Ferrara (524), Parma (598), Rimini (496), Forlì-Cesena (514) e Piacenza (323).” si legge nel report finale della regione, disponibile a questo link.
  • La maggioranza dei beneficiari ha oltre 45 anni. Il 60% dei beneficiari ha più di 45 anni e di questi il 33% circa ha più 56 anni. Queste cifre potrebbero essere motivata dalla difficoltà a reinserirsi nel tessuto produttivo quando non si è più “giovani”.
  • Il fenomeno dei “working poor”. Circa il 60% dei nuclei famigliari beneficiari ha almeno un componente che lavora: nonostante questo la famiglia rimane sotto la soglia di povertà. Si tratta del fenomeno definito “working poor”, poveri che lavorano, che in Italia raggiunge l’11,7% della forza lavoro (dati Eurostat).

Credits immagine di copertina: mohammed_hassan