a cura di Di Renzo Rossana

 

Cittadinanzattiva insieme al Coordinamento nazionale Associazioni Malati Cronici ha inviato, alla XI Commisione del Senato, un documento per migliorare il Ddl n. 1461: “Dalla formazione al riconoscimento dei tempi di cura al sostegno delle giovani generazioni”.

Il Ddl n. 1461 formula una prima fase di normazione, finalizzata al riconoscimento e alla tutela del lavoro svolto dal caregiver familiare, riconoscendogli un valore sociale ed economico per il Paese.

Il contributo di Cittadinanzattiva Emilia Romagna

Su questa tematica, la scelta di Cittadinanzattiva E.R. è stata di dare la parola ai caregiver attraverso una specifica campagna “Ho diritto a…” in collaborazione con il “Coordinamento regionale delle Associazioni dei malati cronici” (CrAMC).

La campagna, lanciata online a gennaio 2020, in meno di due mesi ha visto l’adesione di moltissimi cittadini/e a conferma di quanto il tema del caregiving sia rilevante.

L’analisi delle risposte inviate dai caregiver e cittadini ha consentito di fornire informazioni alla redazione del Documento  inviato il 10/03/2020 alla XI Commissione del Senato.

[Cogliamo l’occasione per informare che la campagna “Ho diritto a…è attiva e vi invitiamo a scriverci]

Le proposte

Il Disegno di legge è un primo importante passo, ma è necessario migliorare in più punti il testo per riconoscere appieno il ruolo dei caregiver e tutelare i loro diritti, oltre a quelli delle persone assistite. Il documento inviato all’11a Commissione lavoro pubblico e privato, previdenza sociale Senato della Repubblica fa riferimento a diversi aspetti da migliorare, tra questi, Cittadinanzattiva e le Associazioni ritengono che la Legge sul caregiver dovrebbe prevedere:

1. interventi “personalizzati” e modulati nel tempo, sul bisogno della persona e del caregiver e sul percorso di cura condiviso che coinvolgano non solo le risorse istituzionali ma anche il “volontariato” e il “welfare di comunità”;

2. interventi che identifichino il caregiver come titolare del progetto di vita con la conseguente condivisione di “scelte informate” sul percorso di cura;

3. formazione e orientamento del caregiver sui diritti, i servizi accessibili, le competenze operative e relazionali;

4. semplificazione del percorso di riconoscimento della qualifica di caregiver familiare;

5. sostegno psicologico per l’ orientamento anche attraverso gruppi di sostegno o di auto-mutuo aiuto;

6. affiancamento del caregiver con operatori con competenze specifiche e tecniche;

7. sostegno delle giovani generazioni di caregiver in particolare per salvaguardarne il diritto allo studio e l’ inclusione sociale

8. riconoscimento del tempo di cura in ambito lavorativo e di incentivazione fiscale per le imprese

9. in particolare per salvaguardarne il diritto allo studio e l’ inclusione sociale; estensione dei contributi figurativi per tutto il periodo di assistenza e non limitato ai soli tre anni

10. riconoscimento del caregiver ai fini dell’inserimento nella categoria dei lavori usuranti.

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