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Ed ora parliamo di Terzo Settore: terza ed ultima puntata!

Le norme approvate fino ad oggi, che ci permettono di riflettere su noi stessi, sono due: il Codice del Terzo Settore e la disciplina sull’Impresa Sociale.

Non può bastare definirsi no profit per essere enti del terzo settore. Occorrono una serie di caratteristiche cogenti sulla vita democratica, organizzativa e fiscale dell’Associazione, tutto sotto il controllo di specifici organi competenti.

Oltretutto, il Terzo Settore si basa, in primis, sulla partecipazione volontaria e spontanea dei cittadini.

Con queste coordinate emergono i tratti distintivi, già esistenti, di una identità comune per proseguire nel cammino di crescita. Ognuno, nello svolgere il suo operato quotidiano, dev’essere protagonista di un percorso individuale e collettivo.

L’obiettivo è quello di promuovere una società aperta e includente, combattendo le diseguaglianze e l’iniquità.

Come? Proponendo nei fatti concreti di ogni giorno un modello di sviluppo socialmente sostenibile da un punto di vista ambientale ed economico.

La mission di un ente del Terzo Settore è la coesione tra fiducia, capitale sociale e coesione sociale.

Andrea, cittadino straordinariamente normale

 

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→ Leggi la prima e la seconda puntata della trilogia dedicate al Terzo settore:
1. Il Presidente Mattarella sul Terzo Settore: “È l’immagine dell’Italia positiva che deve prevalere”
2. 2 aprile: Qual è la definizione corretta di Terzo Settore? 

 

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