Anna Baldini, segretario regionale di Cittadinanzattiva Emilia Romagna, è intervenuta nella trasmissione “Aria Pulita” (7 Gold) per descrivere la situazione della sicurezza scolastica in Emilia Romagna.

L’indagine condotta da Cittadinanzattiva ha visto la partecipazione di circa cento pubbliche amministrazioni, sulle trecento interrogate. A differenza del passato, in cui l’analisi era fondata principalmente sulle rilevazioni fisiche dei cittadini, anche degli stessi studenti, da qualche anno l’indagine è condotta mediante accesso civico.

Vi riportiamo di seguito il testo (non letterale) dell’intervista:

Baldini: “Mi piace parlare del dato relativo all’Emilia Romagna, perché è il primo anno che abbiamo realizzato il rapporto con dati specifici. É un rapporto realizzato con l’accesso civico, quindi abbiamo fatto domanda alle amministrazioni di poter accedere agli atti e abbiamo presentato oltre 300 domande e ci hanno risposto un centinaio di amministrazioni”.

Che cos’è l’accesso civico?

Baldini: “L’accesso civico è un accesso agli atti che tutti i cittadini possono inoltrare alle pubbliche amministrazioni per conoscere dati o documenti che possano aiutarlo a comprendere le cose. Sono dati pubblici che la pubblica amministrazione è tenuta a fornire nell’arco di 30 giorni. Noi abbiamo effettuato la richiesta di accesso civico a tutte le province e a tutti i comuni proprietari di edifici scolastici, per ottenere i dati sulla sicurezza sismica, sui sistemi antincendio, sulla vetustà degli edifici, sulla prevenzione dalle alluvioni: come le scuole dell’Emilia Romagna si sarebbero potute presentare nei casi di emergenza, di cui poi sentiamo parlare”.

In quanti vi hanno risposto?

Baldini: “Circa un terzo, un centinaio di amministrazioni alcuni con risposte complete e altre con informazioni parziali, questo perché magari i comuni più piccoli non hanno le stesse risorse di amministrazioni più grandi come le province”.

Ma tutte le amministrazioni hanno il dovere di rispondere, il fatto che solo un terzo delle amministrazioni interrogate abbiano risposto è un tema importante. Si può fare una mappa dell’efficienza delle pubbliche amministrazioni, quelle che hanno risposto maggiormente e quelle che hanno risposto meno?

Baldini: “La provincia che ha fornito più risposte è stata la provincia di Ravenna, a seguire quella di Reggio Emilia, passando dalla Romagna all’Emilia senza nessuna differenza. La provincia di Parma e la provincia di Forlì-Cesena sono state le più virtuose, meno virtuose Piacenza e Ferrara, dove abbiamo ricevuto meno risposte. Per quanto riguarda i capoluoghi Ravenna detiene ancora una volta il primato positivo, seguita da Parma, maglia nera, nerissima Bologna di cui non abbiamo i dati del territorio metropolitano”.

Quindi i cittadini che hanno fatto questa richiesta non conoscono la risposta…

Baldini: “Sì, come non hanno risposto a noi potrebbero non rispondere ad altri cittadini. Consentire l’accesso civico è faticoso per tutte queste amministrazioni, però necessario. Grazie all’accesso civico abbiamo compreso l’efficienza della pubblica amministrazione nella nostra regione, permettendoci anche di fare delle valutazioni o delle proposte di miglioramento tra i cittadini e la pubblica amministrazione, così come di comprendere lo stato di salute delle nostre scuole. Cosa è emerso? Che mediamente le nostre scuole non stanno male, nel senso che la gran parte delle amministrazioni investe in manutenzione ordinaria. E questo è un dato facilmente verificabile perché la Regione Emilia Romagna ha investito molto dal 2015 ad oggi in piani per la sicurezza scolastica (teniamo conto che c’è stato un terremoto, e quando ci sono le emergenze si corre subito ai ripari). Quindi, ci sono stati investimenti di fondi e gli edifici scolastici sono stati messi a norma. C’è un’attenzione quotidiana alla manutenzione ordinaria; sono stati effettuati, inoltre, interventi di natura straordinaria ed esiste una previsione nella gestione delle emergenze a scuola”.

Sono previste le esercitazioni…

Baldini: “Sono previste le esercitazioni, sono previste attività… insomma, la scuola dovrebbe saper affrontare le emergenze. E poi tutta la normativa riguardo i servizi igienici, lì non ci sono carenze, sono efficienti al 100%, pure l’impianto elettrico è a norma”.

Tutte le scuole che avete avuto modo di intercettare rispondono agli standard?

Baldini: “Sì, le scuole che ci hanno risposto, un terzo del totale, rispondono agli standard. Le altre che non hanno risposto non le conosciamo.
Abbiamo poi indagato la vetustà degli edifici. Metà degli edifici censiti sono anteriori al 1971 e metà sono posteriori, non so questo dato come possa servire ma possiamo dire che metà delle scuole sono nuove. Anzi, alcune sono nuove perché abbiamo visto che gli investimenti in edifici scolastici sono stati effettuati.
Un dato ci lascia perplessi: alle domande sulla verifica del piano della gestione del rischio alluvioni, verifica della vulnerabilità sismica, che non è l’adeguamento sismico, le amministrazioni non ci hanno risposto. E non ci hanno risposto con valori alti che vanno dal 60 all’80%: significa che non sono in possesso di quel dato. Ma se un’amministrazione non conosce quel dato, come può prevedere un investimento? Sarebbe corretto che il dato fosse a disposizione innanzitutto dell’amministrazione stessa, ma poi anche dei cittadini”.

Una sensibilità che va creata nelle amministrazioni in tutto il territorio regionale, fermo restando che i due terzi non hanno risposto. Non hanno risposto nel senso che non hanno mai fatto seguito alle vostre richieste o hanno detto che non vi daranno questi dati?

Baldini: “Allora, una piccola percentuale ha negato l’accesso”.

Non vogliono divulgare questi dati?

Baldini: “Sì, hanno risposto in questo modo. Un’altra percentuale, non altissima, soprattutto di piccoli comuni, ha chiesto una proroga per riuscire a reperire i dati”.

Quindi potrebbero arrivare nelle prossime settimane?

Baldini: “Potrebbero, infatti, il nostro intento è quello di coprire l’intera totalità. Infatti, prima o poi con un lavoro certosino ci vogliamo riuscire. La cosa che lascia perplessi è la mancanza totale di risposta, soprattutto dai comuni più grandi, dalle province”.

A Bologna, ad esempio, non c’è stata alcuna risposta. Lo diciamo, rivolgendoci all’assessore Pillati che si occupa della scuola per il Comune di Bologna, se per caso ci sta ascoltando, che è il caso di mostrare attenzione verso questo tema, perché stiamo parlando delle scuole di un’area metropolitana che è necessario tenere d’occhio. Noi ovviamente immaginiamo che il Comune sia a conoscenza di tutto questo, ma è importante pubblicare questi dati perché tutti hanno il diritto di sapere. Abbiamo visto una evoluzione in questi anni nei rapporti di Cittadinanzattiva, che da diversi anni a livello nazionale mette in campo relazioni significative…

Baldini: “Sono 16 anni che Cittadinanzattiva mette in campo questi monitoraggi. Innanzitutto è cambiata la strategia di Cittadinanzattiva, precedentemente i nostri monitoraggi venivano effettuati da persone che si recavano fisicamente nelle scuole o dagli stessi alunni che segnalavano le problematiche, secondo una griglia predisposta. Adesso abbiamo fatto ricorso anche a dati oggettivi in modo tale che la segnalazione non sia basata solo sulla percezione. È chiaro che noi abbiamo iniziato ad occuparci di scuola in momenti drammatici in cui di scuola, di sicurezza scolastica non si occupava nessuno. Siamo stati noi che, insieme al Ministero, abbiamo proposto la giornata della sicurezza nelle scuole e l’abbiamo voluta fortemente, perché il caso di Torino non si verificasse in altre scuole, non si morisse a scuola. Perché i nostri ragazzi potessero vivere sicuramente nelle loro scuole. Abbiamo combattuto una battaglia in cui crediamo e che portiamo avanti. È chiaro che il nostro impegno quotidiano ha permesso di sensibilizzare maggiormente le istituzioni, le persone stesse. Perché nemmeno coloro che frequentavano le scuole avevano la percezione della pericolosità di quello che stavano vivendo. È chiaro che c’è tanto da fare, il nostro rapporto lo dice: al Nord si sta mediamente bene, al Centro così così e al Sud male. Ma il rischio di crollo in caso di eventi sismici ce la dice lunga, perché nella scuola si deve vivere sicuri”.

“Un crollo ogni 4 giorni e 2 su 5 sono a rischio sismico elevato”: questo il dato aggiornato relativo alle scuole. Da ultimo sappiamo che è ancora in corso il lavoro di raccolta dei dati, e che ogni cittadino può partecipare. Come si fa a mettersi a disposizione?

Baldini: “Chiunque abbia voglia di collaborare con noi alla raccolta di dati e alla sensibilizzazione delle amministrazioni è ben accetto. Sul nostro sito www.cittadinanzattiva-er.it c’è una voce che dice “Cosa puoi fare tu”, lì potete segnalarci la vostra disponibilità oppure telefonarci (051 19985606), perché dalla collaborazione dei cittadini, ma anche dei ragazzi che vivono le scuole o dei genitori, possono nascere delle idee per una politica migliore e una migliore gestione della vita quotidiana, nostra e dei nostri figli”.

scritto da Domenico Spalluto

In apertura: foto tratta da Pixabay.com, @Wokandapix