Bologna, 4 marzo 2026
Una riforma costituzionale che interviene sul funzionamento di uno dei tre poteri dello Stato non può nascere senza un confronto ampio, pubblico e partecipato. Per Cittadinanzattiva Emilia Romagna questo è il punto dirimente che ha evidenziato l’Assemblea degli Enti Associati nazionale, riunita il 21 febbraio, e che ha portato ad assumere una posizione chiara in vista del Referendum confermativo del 22 e 23 marzo: l’orientamento è per il NO, accompagnato da un forte invito alla partecipazione al voto.
“La Costituzione può essere modificata nell’interesse generale, ma solo attraverso un percorso condiviso e rispettoso dei valori su cui essa stessa si fonda. Senza partecipazione, non c’è riforma che possa dirsi pienamente democratica”, dichiara Anna Baldini, segretaria regionale di Cittadinanzattiva Emilia Romagna.
L’associazione contesta innanzitutto il metodo che ha condotto alla riforma: un iter percepito come privo di un reale dibattito pubblico e di una larga discussione parlamentare, elementi imprescindibili quando si interviene su equilibri così delicati dell’ordinamento costituzionale.
Nel merito, l’organizzazione evidenzia come la riforma appaia lontana dalla vita concreta delle persone e non incida sui nodi che quotidianamente toccano i cittadini: la garanzia effettiva dei diritti; l’accesso equo alla giustizia; il giusto processo; la certezza del diritto; la promozione della cultura della legalità.
Un’ulteriore criticità riguarda il possibile impatto sull’equilibrio tra i poteri dello Stato. Una modifica costituzionale rilevante, scarsamente condivisa e percepita come distante dal vissuto dei cittadini, rischia di incidere sul delicato sistema di pesi e contrappesi che regge la nostra democrazia.
Cittadinanzattiva Emilia Romagna esprime inoltre forte disappunto e totale contrarietà per la decisione di non consentire il voto ai fuori sede. Una scelta che rischia di comprimere l’esercizio di un diritto costituzionale e che va nella direzione opposta rispetto alla necessità di garantire la partecipazione più ampia e inclusiva possibile.
Per queste ragioni – di metodo e di merito – e al termine di un confronto interno ampio, plurale e supportato da approfondimenti tecnici, Cittadinanzattiva ha scelto di manifestare il proprio orientamento per il NO.
Allo stesso tempo, l’associazione rivolge un appello forte e chiaro: “partecipare al referendum significa riappropriarsi di uno strumento fondamentale di democrazia diretta. Al di là delle posizioni, è il voto che rafforza la democrazia”.

Il 22 e 23 marzo, andiamo a votare. La Costituzione riguarda tutti!

 

immagine di copertina di Matteo Mazzetti


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