Abbandono scolastico in Italia, un fenomeno da studiare

L’abbandono scolastico precoce è un fenomeno che colpisce i giovani che lasciano gli studi dopo aver conseguito la licenza media, senza riuscire a ottenere ulteriori titoli di studio o qualifiche professionali. Un fallimento formativo che necessita di essere indagato e approfondito, per l’impatto esercitato non non solo sui singoli soggetti e sulle famiglie coinvolte, ma sull’intera società.

Lo studio di OpenPolis

OpenPolis, da cui abbiamo tratto lo studio che riportiamo di seguito, ha evidenziato come l’abbandono scolastico sia un fenomeno che colpisce la popolazione giovanile in modo fortemente differenziato, con disparità significative tra le diverse aree geografiche. Disparità che possono essere registrate sia a livello europeo, dove sono soprattutto i Paesi dell’Europa del Sud a presentare una quota di abbandoni più alta, sia in Italia, dove il fenomeno, pur con qualche eccezione, ha un impatto maggiore nelle isole e nel Mezzogiorno.

Abbandono scolastico, le cause

Le cause dell’abbandono scolastico sono varie. Spesso si ritiene che siano principalmente le motivazioni individuali dei ragazzi, riassumibili, ad esempio, in difficoltà di apprendimento, carenza di orientamento e sostegno nel percorso di studi, a determinare il fenomeno. Tuttavia, accanto alle ragioni individuali, assumono sempre più importanza motivazioni legate alla condizione economica e al contesto socio-culturale in cui vivono i giovani. Pensiamo, quindi, alla diffusione della povertà, all’offerta del territorio in termini occupazionali, alle condizioni del nucleo familiare di appartenenza o ancora al livello di integrazione raggiunto dai minori di origine straniera.

Considerazioni provate anche dalla ricerca di OpenPolis, dove emerge che nei comuni in cui il disagio delle famiglie è più diffuso (oltre 1 famiglia su 10 si trova in potenziale disagio economico), gli abbandoni scolastici rappresentano un fenomeno più diffuso; ben il 98,18% di questi comuni, infatti, ha una quota di uscite precoci dal sistema di istruzione. Dove, invece, la quota di famiglie in disagio è più contenuta (1 comune su 10), il tasso di abbandono scende al 37,15%.

I dati che abbiamo a disposizione in Italia e in Europa

Nel 2011, anno del censimento, la percentuale di giovani di età compresa tra i 18 e i 24 anni in possesso della sola licenza media si aggirava intorno al 18%. I dati del 2017 indicano, invece, che questa quota è scesa al 14%, ancora superiore rispetto a Germania, Francia e Regno Unito, sebbene più contenuta rispetto al passato.

Ricordiamo che l’Unione Europea ha fissato come obiettivo “2020” che i giovani europei tra 18 e 24 anni senza diploma superiore (o qualifica professionale) siano inferiori al 10% del totale. Obiettivo che, almeno a livello continentale, potrebbe essere raggiunto, essendo il dato complessivo 2017 pari al 10,6%.

Abbandono scolastico in Italia, quali dati?

Nel Sud e nelle isole la quota di giovani che abbandona gli studi è più vicina al 20%, contro il 10% del Centro-Nord (per quanto non manchino eccezioni, come le province di Imperia e Arezzo, dove gli abbandoni toccano il 22%). Le regioni con il più alto tasso di abbandono scolastico restano, comunque, Sicilia, Sardegna, Campania, Puglia e Calabria.

Complessivamente in Italia sono 54 i comuni dove l’abbandono scolastico precoce supera il 15% e le famiglie in potenziale disagio raggiungono il 10% o oltre. Di questi, ben 48 sono concentrati nelle province di Napoli o Caserta.

Per scaricare i dati della vostra Regione, fate riferimento alla ricerca di OpenPolis.

In apertura: foto tratta da Pixabay.com, @Monoar


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