ANNA BALDINI RISPONDE AL “CARLINO” SULLA SALUTE DELLA SANITA’

La sanità sotto le Due Torri vista dalla parte degli utenti. Quanti bussano alla porta di Cittadinanzattiva?

Nel 2016 si sono rivolti a noi in 400 per problemi legati alla sanità _ risponde Anna Baldini, coordinatrice di Bologna e segretario regionale _. Di questi, la metà si è presentata direttamente nella nostra sede di via Castiglione 24, la parte restante ci ha contattato per telefono o per email. E da due mesi abbiamo aperto una pagina Facebook.

Quali sono le principali criticità segnalate?

I problemi vertono sulla qualità del servizio durante i ricoveri, in particolare la carenza di umanizzazione delle cure, seguono poi gli errori o i ritardi diagnostici, legati soprattutto alle patologie croniche e rare perché in Emilia Romagna Cittadinanza attiva ha costituito il coordinamento regionale delle associazioni di malati cronici. Per essere chiari, gli errori sono relativi alla difficoltà di diagnosi per le malattie ancora poco conosciute.

Quale altro settore è nel mirino dei cittadini?

L’assistenza di ogni tipo, ma soprattutto domiciliare in seguito alle dimissioni dall’ospedale. I percorsi andrebbero attivati prima dell’uscita dai reparti, in particolare se si tratta di anziani e o invalidi perché è un meccanismo complesso da mettere in moto. E i parenti spesso si trovano in grande difficoltà. C’è poi l’assistenza riabilitativa per i disabili e quella collegata ai permessi per malattia o alle varie certificazioni. I cittadini a volte perdono giorni senza ottenere il documento che serviva loro a causa dei vari rimpalli.

Come venite incontro a questi bisogni?

Per ogni caso studiamo il percorso più rapido e veloce per giungere al risultato. L’esperienza ci insegna che alcuni passaggi sono inutili. Spesso gli ostacoli sorgono per una scarsa comunicazione degli operatori verso i pazienti.

I vertici sanitari sono informati di questo quadro?

Recentemente sono stata ricevuta da Chiara Gibertoni, direttore generale dell’Ausl, alla quale ho fatto presente che addirittura riceviamo tante telefonate di chiarimenti su come prenotare le visite al Cup. Il direttore ha detto che potremo collaborare, a partire dall’organizzazione comune di giornate di informazione sugli argomenti meno conosciuti.

Sarà sufficiente?

E’ un primo passo per realizzare una strada.